Lefkada – Un traghetto chiamato desiderio

Un po’ sulle orme di Ulisse, un po’ alla ricerca di quell’acqua trasparente che sa tanto di libertà ritrovata. C’è un mix di questi elementi in un viaggio alla scoperta di Lefkada, una vera sorpresa all’interno delle Isole Ionie. Arrivarci dall’Italia è uno scherzo. Ho preso un traghetto Anek Lines, in partenza da Ancona, e dopo una navigazione in tutta comodità sono sbarcata al porto greco di Igoumenitsa, non distante dal confine albanese. Da qui sono salita su un bus per arrivare in pochi minuti a Lefkada, collegata alla terraferma da un ponte mobile. La spiaggia più bella dell’isola è Porto Katsiki, dove la sabbia si combina con il profilo di bianchissime rocce retrostanti (e non sarà certo un caso che l’isola si chiami proprio Lefkada, dal greco “leucos”, ovvero “bianco”). ​

Altra località da sogno è Agios Nikitas, piccolo villaggio di pescatori dove una viuzza centrale sbuca proprio su una spiaggia dall’acqua cristallina: impossibile non volersi immergere subito. Certo, è suggestivo cullarsi nelle ricostruzioni di qualche studioso, secondo il quale la vera sede del palazzo di Ulisse, agognata meta del ritorno dalla guerra di Troia, non era a Itaca ma proprio a Lefkada. In fondo poco importa, data la vicinanza delle due isole. Magari si può provare a indovinare una parte del viaggio di Ulisse da uno dei punti panoramici più belli di Lefkada, il monastero ortodosso di Faneromeni, situato nella parte settentrionale dell’isola. ​

Da qui, immersi in un piccolo zoo di animali, si gode di una vista di tutta la laguna a Nord dell’isola, dove due tipi di acque, due azzurri a confronto, sono divise solo da un esile lembo di terra. Infine non posso tralasciare l’incredibile esperienza vissuta sull’isoletta di Skorpios. Prendendo uno dei tanti battelli in partenza dal porticciolo di Nidri, sulla costa Est di Lefkada, ho raggiunto quest’isola privata, per tanto tempo di proprietà dell’armatore Aristotele Onassis, in anni più recenti venduta a un magnate russo. ​

​Qui ho fatto il mio primo bagno della stagione, nella caletta all’epoca preferita da Jacqueline Onassis, l’ex first lady americana poi sposatasi con il miliardario greco. Inutile dire che le acque turchesi-smeraldo, e l’atmosfera high society, hanno reso il tutto indimenticabile.

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