Viaggio nelle Repubbliche baltiche, Vilnius, Riga e Tallinn (con toccata e fuga ad Helsinki)

Se mi seguite sul mio profilo Instagram avrete già avuto tutte le informazioni tecniche/costi del viaggio attraverso le repubbliche baltiche, terre meravigliose e poco gettonate tra gli italiani.

Tranquilli vi darò notizie tecniche anche in questo articolo. 

VIAGGIO 

Siamo partiti ad agosto 2019 con volo da Roma-Ciampino a Vilnius.

Le terre del nord sono perfette se come me non sopportate il caldo torrido e umido degli ultimi tempi. 

Le temperature hanno oscillato tra i 15° (ma solo la sera e nella Penisola Curlandese) ai 26° di Vilnius e Tallinn. Starete freschi. Unica possibilità per non impazzire è vestirsi a “cipolla”, cioè a strati.

Per raggiungere le altre città abbiamo noleggiato un’auto, volevamo dettare noi i ritmi del viaggio, senza pensare né a treni né a pullman e poi perché abbiamo potuto raggiungere zone che non erano ben servite da mezzi pubblici.

VILNIUS

Nelle repubbliche baltiche noterete che una soluzione molto comoda per soggiornare sono gli apartments, ma in realtà molto spesso sono dei veri e proprio e hotel che servono anche la colazione. Quindi quando prenotate accertatevi se sia inclusa o se è un vero e proprio appartamento con cucina in cui non avrete una reception o spazi comuni.

Vilnius sembra essere la più debole tra le città viste. Ma passandoci due giorni sia all’inizio che alla fine del viaggio ho avuto modo di conoscere sia il centro storico, patrimonio Unesco, che le più importanti attrazioni del luogo. 

Se dormite in centro storico vi basterà un giorno per vedervela.

appena arrivati abbiamo passeggiato nella piazza della Cattedrale, molto bella da fuori, ed evitate pure di entrare, è una chiesa moderna e anonima. Siamo poi arrivati alla Collina di Gedimino con la Torre. Potete salire a piedi se amate questo genere di cose, oppure potete prendere una funicolare cortissima che vi costerà 1 euro, ovviamente io ho optato per quest’ultima.

Centro storico di Vilnius.

Dalla Torre, il biglietto è a pagamento ma costa pochissimo, si vede Vilnius dall’alto, a sinistra la città vecchia e a destra la parte moderna con bellissimi appartamenti ultramoderni. Più indietro la collina delle tre croci dalla quale si può assistere ad un tramonto mozzafiato. 

Fa sempre parte del centro storico la Repubblica di Uzupis. Se Uzupis era un tempo un quartiere malfamato con case malridotte, ora è diventato uno dei luoghi più costosi dove abitare. Un tempo i prezzi bassi delle case attirarono molti artisti squattrinati che vi si traferirono. Uzupis significa “posto vicino al fiume”. Oggi è diventato un luogo a sé e gode di una sua costituzione (abbastanza strampalata), di un presidente e di una sua moneta. Tuttora è un luogo dove pullulano artisti, animata da installazioni, street art, opere d’arte e festival.

Repubblica di Uzupis, Vilnius.
Repubblica di Uzupis, Vilnius.
Repubblica di Uzupis, Vilnius.
Porta dell’Aurora, Vilnius.

Porta dell’Aurora, Vilnius.

Camminate anche nel quartiere ebraico che ospita negozi molti carini e un bar che ho trovato delizioso, cercatelo si chiama “Augustas ir Barbora love story café“. Veniamo al cibo, si trova di tutto e i prezzi sono davvero contenuti, fra i piatti nazionali della cucina lituana spiccano per bontà i cepelinai, parola che è la traduzione lituana di Zeppelin; sono una preparazione a base di patate grattugiate ripiene di carne trita oppure di formaggio.

 

KRYŽIŲ KALNAS – LA COLLINA DELLE CROCI

Lasciata Vilnius siamo partiti per la collina delle croci che dista circa un’ora e mezzo da Vilnius. In questi paesi non esistono autostrade, troverete solo delle lunghe strade dritte a una corsia per senso di marcia, armatevi di pazienza. La collina che poi collina non è perché l’altezza è veramente minima, con una ventina di gradini sarete arrivati alla vetta, si trova vicino alla cittadina di Siauliai. C’è un grande parcheggio dove lasciare la macchina ma molti preferiscono risparmiare un euro e lasciare la macchina nella strada principale bloccando il traffico. Fosse larga dico io. Ho comprato subito una bella croce perché non volevo proprio passare di lì senza lasciare un segno. Ci sono un sacco di chioschi con croci di ogni misura, io ne ho presa una alta circa 30 cm e l ho pagata 3 euro. Sono belle anche come souvenir.

Il luogo è molto suggestivo, Kryžių Kalnas non è solamente un luogo di devozione ma un simbolo di identità nazionale, rappresenta infatti la resistenza del popolo lituano all’oppressione e all’occupazione russa.

La notte ci siamo fermati in un piccolo hotel a Radviliškis, a circa 20 minuti di macchina dalla collina.

Collina delle Croci.
Collina delle Croci.
Collina delle Croci.

RIGA

Abbiamo ripreso il viaggio alla volta di Riga, un viaggio di 2.30h, come ripeto anche se le strade hanno solo una corsia sono tenute bene e il traffico è scorrevole, il limite è di 90km/h e in alcuni tratti 70 km/h. Unica pecca, i molti camion che vi viaggiano, quindi attenzione ai sorpassi. Se avete in mente un viaggio on the road vi divertirete nelle stazioni di servizio, sono di solito poco popolate, ordinate e con ogni genere di cosa da mangiare vi venga in mente, tranne la pasta. I bagni delle stazioni di servizio hanno un grande difetto, spesso è lo stesso sia per uomini che per donne, e cosa più importante è solo uno.

A Riga abbiamo preso un hotel tra il centro storico e Alberta Iela, la zona art nouveau che volevo tanto visitare. Riga per me rimane la città più bella che ho visitato nel viaggio. Uno di quei luoghi in cui speri di andare a vivere per una promozione di lavoro o per un cambio di vita improvviso. E’ piena di giovani, come del resto tutte queste terre, e ha anche un ambiente artistico brulicante. In centro storico si susseguono piazzette contornare da edifici imponenti alternati a casette ben confezionate ma soprattutto ho trovato un immenso patrimonio art nouveau che è proprio il mio punto debole.

In centro storico non potete perdervi la Casa delle Teste Nere, sede di una corporazione di mercanti tedeschi celibi, e per questo molto chiacchierata, venne costruita nel 1344 ma venne rasa al suolo dai sovietici nel 1948. Venne poi ricostruita fedelmente pochi anni fa, nel 2001, grazie a dei bozzetti per festeggiare gli 800 anni dalla fondazione di Riga. Pensate che furono proprio questi mercanti baldanzosi a dar vita alla tradizione di decorare l’albero di Natale. In una notte brava decisero di portare all’interno un albero di pino e di decorarlo con dei fiori, per poi trascinarlo fuori e bruciarlo in un falò. Fortunatamente quest’ultima usanza non ha preso piede.

 

I Tre Fratelli, sono al n.17, 19 e 21 di Mazā Pils iela. Si tratta di tre piccole case, una attaccata all’altra, ognuna costruita con uno stile diverso. Una delle case risale al tardo 1400, una al 1600 e una al 1700. Vale la pena farci una visita. Il centro storico è ben concentrato quindi passeggiando troverete anche lo splendido duomo, Rīgas Doms, e la borsa di Riga.

I Tre Fratelli a Riga.

Il quartiere Art nouveau gira attorno ad Alberta Iela ed Elizabetes Iela, non lontano a piedi dal centro storico. Vedrete molti edifici in questo eccentrico stile anche in centro a dire il vero. Il quartiere è una zona residenziale, con abitazioni, negozi e ristoranti. Il consiglio che vi do è di lasciarvi trasportare dalla magia di queste splendide facciate, e attenzione agli incontri con meduse e sfingi a guardia degli edifici.

Abbiamo fatto una visita anche al Museo dell’Art Nouveau, un palazzetto della classe media anni ’20. Non credo valga la pena visitare il museo che contiene solo una sala da pranzo con salone in stile Art Nouveau (nel senso, ho visto cose molto più belle e complete tipo La casa Museo Horta a Bruxelles). Il fiore all’occhiello è la scalinata che troverete sopra di voi, un tripudio di forme e colori che rappresentano al meglio questo stile. Fate anche una salto al negozio di fronte, io ho preso dei fiammiferi con scatole decorate con stampe anni ’20 per un totale di 1,50€.

Alberta Iela, Riga.
Alberta Iela, Riga.
Museo Art Nouveau, Riga.
Alberta Iela, Riga.

TALLINN

Da Riga a Tallinn il viaggio si fa più impegnativo. Sono poco più di quattro ore di viaggio ma abbiamo calcolato qualcosa in più per una sosta obbligata sul mar Baltico. Nella noiosissima strada tutta dritta costeggiata sempre dagli stessi alberi ad un certo punto compare un’area parcheggio sulla sx, per essere più precisi la cittadina più vicina è Svētciems. Questo è stato il primo incontro con il Mar Baltico. Intendo fisico. Avevo già visto il Baltico a San Pietroburgo. L’impatto con queste acque può essere pericoloso, sono fredde come la morte, ma lassù sembrano non rendersene conto e infatti fanno il bagno lo stesso.

Mar Baltico, Svētciems.

Il centro storico di Tallinn è talmente bello, ordinato e ben tinteggiato da risultare quasi fastidioso. Sembra una cittadina fiabesca. Ma la cosa che mi ha fatto innamorare di Tallinn è stata la gita al Palazzo Kadriorg, che dà il nome al parco e anche all’intero distretto, tra i più ricchi dell’Estonia. Qui entra in gioco il monopattino elettrico (in realtà l’ho usato anche a Vilnius e Riga ma non voglio passare per sottona). Sì mi sono innamorata di questo mezzo super gettonato. Qui è segno di grande civiltà viaggiare con questi mezzi che non inquinano. Non si fanno distinzioni, dagli uomini d’affari ai giovani studenti, tutti viaggiano col monopattino. Ci sono varie compagnie di sharing mobility, li troverete parcheggiati in ogni zona della città ad eccezione dei centri storici. Una volta trovato si scarica l’app del gestore del monopattino si inserisce il metodo di pagamento e seguendo un paio di passaggi il mezzo si sblocca. I prezzi sono contenuti, sui 4€/h. Da centro di Tallinn a Kadriorg sono circa 2,5km quindi ci siamo divertiti. Appena arrivati nel quartiere siamo rimasti ammaliati dalle splendide case di legno immerse nei boschi, mi è venuta voglia di abitarci per poi scoprire che in realtà d’inverno si muore di pizzichi per le poche ore di luce.

Maiasmokk Cafe. La più antica caffettiera di Tallinn e dell’Estonia.
Centro storico di Tallinn.
Centro storico di Tallinn.
Vista dalla Collina di Toompea a Tallinn.
Cattedrale di Aleksandr Nevskij a Tallinn.

Il Palazzo di Kadriorg era un regalo dello Zar Pietro il Grande alla moglie Caterina. La cosa più impressionante e meritevole è il giardino, sono rimasta incantata. Ho letto che la visita all’interno non merita molto quindi abbiamo continuato a scorrazzare per il parco fino ad arrivare al Museo Kumu, un’imponente struttura moderna fatta di specchi. Merita una visita o anche solo uno stop al bar per rigenerarsi. Non vi sto parlando del cibo perché la cucina non è quello che si cerca in questi posti. E’ già difficile distinguere un ristorante turistico da uno che non lo è e comunque i piatti sono tipici del nord Europa, pesce o carne accompagnato da riso/patate/insalata. In realtà a Tallinn in zona porto, abbiamo mangiato in un ristorante di cucina russa con delle ottime recensioni e per questo ve lo consiglio, si chiama “Moon”. Effettivamente la cucina era rivisitata e fantasiosa, ma posso assicurarvi che non c’era anima viva. Perlomeno niente turisti, giusto un paio di tavoli con gente del posto.

Kadriorg Park, Tallinn.
Palazzo Kadriorg, Tallinn.
Kumu Museum, Kadriorg Park, Tallinn.
Palazzo Kadriorg, Tallinn.

HELSINKI

Abbiamo lasciato la macchina a Tallinn in un parcheggio a pagamento non custodito di fronte al porto, il prezzo era buono 3€ al giorno. Ci siamo imbarcati per Helsinki il mattino e dopo 2 ore e mezza di navigazione siamo arrivati. Il viaggio in traghetto costa sui 30€ a tratta. Abbiamo deciso di alloggiare proprio di fronte alla stazione centrale di Helsinki, una zona comoda per spostarsi con il monopattino. Ci siamo subito avventurati fino alla chiesa nella roccia, Chiesa del Temppeliaukio (Temppeliaukion Kirkko), l’entrata è a pagamento, abbiamo anche assistito ad un concerto e vi assicuro che è un luogo molto suggestivo.

Chiesa del Temppeliaukio, Helsinki.

Abbiamo apprezzato anche il quartiere fuori della chiesa pieno di edifici anni ’30 molto belli. Ci siamo poi addentrati nel design District pieno di negozi dell’usato e di oggettistica di design. I negozi delle pulci sono dei veri e propri luoghi dove passare il tempo libero, con bar all’interno e tante belle poltrone dove rilassarsi e osservare il viavai di giovani. Giovani coppie con passeggini, ho infatti scoperto che il congedo di maternità in Finlandia dura un anno e le giovani mamme hanno molte agevolazioni, proprio come in Italia…

Helsinki, edifici fuori dalla chiesa di Temppeliaukio.

Ma ci sono due cose che dovete assolutamente vedere ad Helsinki. Kaisa-Talo e la Biblioteca universitaria di Helsinki. E’ la più grande biblioteca universitaria multidisciplinare in Finlandia molto famosa per i suoi interni come la scala a chiocciola e il soffitto a balconata. Qui verrebbe voglia di studiare a qualsiasi ora anche la materia più noiosa. Siamo rimasti stupiti dai bunker del silenzio in cui si può accedere per godere del silenzio calandosi in un’atmosfera di grande concentrazione.

Kaisa-Talo, la Biblioteca universitaria di Helsinki.
Kaisa-Talo, la Biblioteca universitaria di Helsinki.
Kaisa-Talo, la Biblioteca universitaria di Helsinki.

Poi non potete perdervi la Oodi Central Library, una libreria immensa che pensate copre una superficie di 17.000 m2. Al suo interno ci siamo persi ad osservare la bellezza della struttura e tutti gli spazi dedicati ai bambini e agli adulti. C’è anche una bellissima terrazza dove leggere all’esterno e al piano terra un bar in cui abbiamo mangiato un buffet spendendo veramente poco, circa 12€. Vi assicuro che è poco, abbiamo notato che un pasto principale ad Helsinki costa sui 30€.

Oodi Central Library.
Oodi Central Library.
Oodi Central Library.
Oodi Central Library.

Un posticino fiabesco ci ha letteralmente rapito l’anima e ve lo straconsiglio per una merenda o per un pranzo veloce. Si chiama Ravintola Kappeli, da un lato c’è il ristorante, e dall’altro il bar. Noi per due giorni di seguito siamo venuti a fare merenda qui, hanno un’ottima scelta di dolci e anche di vini. La struttura è completamente ricoperta di vetri in stile Art Nouveau, e al suo interno sono esposte delle opere in vetro colorato.

Ravintola Kappeli.

Per il resto Helsinki è una città da esplorare camminando, mi ha dato l’impressione di una piccola Parigi del nord. Ordinata, pulita, palazzi signorili e negozi di design. Ne è valsa la pena e non vediamo l’ora di visitare le cugine Oslo e Stoccolma.

Helsinki, Design District.

Siamo restati ad Helsinki due giorni e l’abbiamo trovata molto cara come già vi dicevo prima. Anche i supermercati rispecchiano questo andamento, a meno che non vi rechiate da Lidl, gli altri marchi vi faranno rimanere a bocca aperta, una specie di Svizzera del nord.

 

JURMALA, LETTONIA

TornatI dalla Finlandia ci siamo diretti a Jurmala. Questa famosissima cittadina di mare vanta un’atmosfera che mi ha portato lontana nel tempo, immersa in quella favola colorata anni ’20 che tanto amo. Jurmala dista circa 25 minuti di macchina da Riga, questo dipende dal traffico, sappiatelo. Abbiamo scelto un hotel caratteristico nelle via più famosa di Jurmala, Juras Iela, a due passi dalla sala concerto Dzintari. Sembra che molti lettoni e russi amino questa località balneare e noi siamo rimasti sbalorditi dalla bellezza delle case. I giardini e le abitazioni sono così curate da farti innamorare, anche le case in rovina che urlano a gran voce di essere comprate e rimesse a posto hanno un fascino tutto loro. Noi ovviamente abbiamo preso un monopattino e l’abbiamo girata in lungo e in largo non tralasciando nemmeno una traversa. Anche il mare qui è magico, la spiaggia è lunga e spaziosa, tutta libera, ci sono chioschi per bere e mangiare qualcosa e se vorrete noleggiano anche dei lettini per prendere il sole. Il tramonto ad agosto era intorno alle 21.00, la gente si raduna sulla spiaggia e non perde di vista il sole fino agli ultimi istanti. L’acqua era meno congelata di quanto pensassi, ma voglio raccontarvi questa scena, alle 20 una ragazza è arrivata con il piumino, l’ha tolto e poi si è buttata in mare. Della serie, un’altra tempra proprio.

Jurmala, Juras Iela.
Jurmala, Juras Iela.

NERINGA, PENISOLA CURLANDESE

Sapete dov’è la penisola di Neringa? Scommetto di no, per questo vi invito a cercarla subito sulle mappe.

Onestamente non sapevo dell’esistenza di questa lunga striscia di terra, larga 3km nel punto più ampio. La sua parte meridionale appartiene alla Regione di Kaliningrad, che fa parte della Russia. Mi raccomando fate attenzione quando prenotate il soggiorno a Neringa e controllate bene l’indirizzo, io stavo per prenotare un hotel in territorio russo e senza visto non si entra.  Ma come si arriva nella penisola? Dalla cittadina lituana di Klaipeda, occorre prendere una chiatta che imbarca automobili e ciclisti per percorrere uno stretto di 50 metri. Mi sono anche chiesta perché non abbiano costruito un ponte ma non ho risposte su questo interrogativo. Il percorso sulla chiatta costa 12 euro mentre una volta arrivati nella penisola abbiamo pagato un ingresso di 20 euro.

Nida, Penisola di Neringa, Lituania.
Nida, Penisola di Neringa, Lituania.

La penisola è ricoperta da pini e da dune, ci sono solo tre piccoli paesi, il più movimentato è Nida. Se amate fare trekking e lunghe passeggiate immersi nella natura questo è vostro habitat. Ci siamo affacciati in una spiaggia bellissima e l’acqua era veramente gelida, attorno a noi bambini minuscoli e adulti che facevano il bagno con preoccupante facilità. Io avevo una camicia a maniche lunghe e giacca di jeans e stavo benissimo, non mi sarei fatta il bagno per nessuna ragione al mondo. Il panorama più bello dell’isola? Le dune!  Le dune di Neringa sono una distesa di sabbia su un altopiano che a tratti ti fa sentire di essere nel deserto. E invece sei in Lituania!

Le dune sono a 2 km da Nida, potete arrivarci a piedi o in bici, il percorso è molto bello da fare, oppure in macchina, c’è un parcheggio non troppo ampio ma ad agosto abbiamo trovato posto tranquillamente. Il mio consiglio è di non limitarvi a guardare le dune dall’alto, immergetevi proprio in esse. Io mi sono rotolata, ho improvvisato uno slalom tra bandierine immaginarie e mi sono divertita un sacco.

Dune di Neringa.
Dune nella Penisola Curlandese.

Dopo la penisola abbiamo fatto ritorno a Vilnius per l’ultima e notte e poi diretti a Roma.

Questo è un viaggio che mi è rimasto nel cuore. Lo so, lo dico sempre quando faccio viaggi on the road, con la comodità della macchina, ma ho veramente assaporato la vita dei paesi baltici in tutta la sua interezza. Se avete domande nello specifico mandatemi una mail a irenesplendorini@gmail.com oppure scrivetemi su Instagram.

Sarò felice di rispondervi.

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