Haifa e Acco, tra religione e comunità

Dopo due giorni a Tel Aviv, abbiamo preso un’auto in affitto. E qui, amici miei, nonostante fosse un martedì mattina, abbiamo trovato non poche difficoltà. Dovete sapere che a ridosso del lungomare è pieno di uffici e sportelli delle principali società che affittano auto (Hertz, Avis, Europcar), ma nella maggior parte di essi la disponibilità di vetture si è rivelata una chimera. Fortuna che ci sono anche tanti “car rental” locali. In uno di questi abbiamo noleggiato, per i giorni rimanenti del viaggio, una Peugeot 208 con cambio automatico (che mio marito detesta), rivelatasi una buona compagna di viaggio, anche se un po’ troppo ansimante in salita. A quel punto ci siamo diretti verso Nord, destinazione Haifa.

Prima, però, ci siamo fermati a Cesarea, invogliati dalle bellissime foto dell’acquedotto romano sulla spiaggia che avevamo visto su internet. Arrivati lì, però, il colpo d’occhio non è stato all’altezza delle attese. L’acquedotto non è proprio ben conservato in ogni sua parte. In più la spiaggia lascia alquanto a desiderare, apparendo un po’ abbandonata. Il colore del mare, però, è molto bello. E il contrasto con il color crema dell’acquedotto potrà farvi scattare belle foto.

L’esperienza ad Haifa, invece, è consigliabile per due motivi. Innanzitutto il meraviglioso Tempio Baha’i, costruito su una collina e circondato da incredibili giardini pensili con palme, piante e fiori di ogni tipo. Il Bahaismo è una sorta di religione “universale”, secondo la quale tutti i profeti, da Gesù a Maometto passando per Abramo, Mosè e via dicendo, sono espressione di un unico Dio. Il messaggio fondamentale è quello dell’unità spirituale di tutta l’umanità.

Per far questo, di sicuro, non si è badato a spese. Il tempio di Haifa è comunque meraviglioso, anche se purtroppo solo la parte collinare è visitabile. Ma il panorama che ti appare fino al porto è davvero suggestivo. L’altra cosa che colpisce di Haifa è l’eleganza delle case costruite in collina, molte delle quali con vista mozzafiato. Non particolarmente degne di nota, invece, le spiagge (nulla a che vedere con quelle di Tel Aviv). Noi siamo stati a Dado beach, molto pacifica, ma più che una bella dormitina non riuscirete a ottenere.

Da Haifa avremmo voluto cominciare il nostro viaggio spirituale a Nazareth, che dista solo qualche decina di minuti. Una guida incontrata al Tempio Baha’i, però, ci ha consigliato di lasciar perdere Nazareth (“nulla di che”, ci ha laconicamente detto) e di andare ad Acco (in italiano Acri), ancora più a Nord di Haifa. Così abbiamo deciso di fidarci di lui. Devo dire che Acco appare come una cittadina sul mare dove prevale un’atmosfera araba. Il centro è fatto di tanti vicoletti che assomigliano a una sorta di “medina” di alcune città nordafricane, ma l’atmosfera è molto più pacifica. Insomma, alla fine abbiamo scoperto un esempio di convivenza pacifica (almeno così ci è sembrato) tra ebrei e arabi.

 

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